Detrazione addolcitore: è possibile anche in assenza di CILA e SCIA?

Detrazione addolcitore: è possibile anche in assenza di CILA e SCIA?

Un impianto di addolcimento dell’acqua, ossia una sistema progettato per ridurre la durezza dell’acqua sanitaria, è una soluzione utile e conveniente che porta con sé numerosi vantaggi:

  • Risparmio sui consumi energetici e dunque sui costi in bolletta
  • Riduzione dei costi di manutenzione degli impianti
  • Prolungamento della vita dell’impianto idrico
  • Maggiore tutela degli elettrodomestici (lavatrici, caldaie, bollitori) e dei sanitari
  • Abbattimento del calcare e delle incrostazioni nelle tubature
  • Bucato più morbido
  • Applicabilità di Bonus fiscali per l’acquisto e l’installazione dell’addolcitore

La detrazione delle spese sostenute per acquistare e installare un addolcitore per l’acqua è una possibilità molto interessante nell’ambito del Bonus Ristrutturazione ancora in vigore.

In tal senso, si è recentemente espressa l’Agenzia delle Entrate sottolineando che tale bonus fiscale è attuabile anche in assenza di CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) e SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): ciò significa che gli oneri di acquisto e installazione dell’impianto di addolcimento dell’acqua potranno essere ammessi alla detrazione IRPEF del 50%, la medesima aliquota del Bonus Ristrutturazione, e con aliquota IVA ridotta al 10%.

È tuttavia importante tenere a mente che, per poter attuare la detrazione dell’addolcitore d’acqua, il suo acquisto e la sua installazione dovranno sempre rientrare nell’ambito di un più ampio intervento di ristrutturazione classificato come “manutenzione straordinaria” dell’edificio o quantomeno dei suoi impianti.

In termini pratici, questo significa che il bonus fiscale sarà applicabile all’addolcitore nell’ambito di lavori di manutenzione straordinaria che hanno interessato, ad esempio, il rifacimento degli impianti, la ristrutturazione di bagno, cucina o locale lavanderia, la modifica delle stanze con l’abbattimento di muri e pareti interne e interventi similari.

Come avere accesso alla detrazione fiscale sull’addolcitore d’acqua

Per quanto riguarda la detrazione IRPEF vera e propria, come indicato poco sopra questa sarà pari al 50% dei costi sostenuti con limite massimo di spesa di 96mila euro, effettuata in dieci rate annuali di pari importo.

Inoltre, per poter avere accesso alla detrazione delle spese, il pagamento dell’acquisto dell’addolcitore dell’acqua e della sua installazione dovranno essere effettuati con bonifico parlante, bancario o postale, riportante le seguenti informazioni:

  • Causale del versamento con riferimento alla normativa di interesse relativa alla riqualificazione energetica degli edifici ( 16-bis del DPR 917/1986)
  • Codice fiscale del beneficiario del bonus fiscale
  • Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento
  • Numero e data della fattura, nella quale dovrà risultare che l’intervento è stato svolto da un tecnico abilitato

Una specifica ulteriore in merito all’ultimo punto: il tecnico abilitato dovrà mettere per iscritto di non aver eseguito semplicemente l’installazione dell’addolcitore d’acqua, ma che l’intervento è avvenuto assieme alla ristrutturazione dell’impianto idrico. Ciò significa che, in fattura, dovrà essere riportata una dicitura chiara ed esplicita, come ad esempio: “Fornitura e installazione di impianto di addolcimento acqua a uso domestico con modifica strutturale e rinnovamento del sistema idrico preesistente.”

Attenzione a non trascurare questo dettaglio, che è fondamentale per ottenere la detrazione fiscale!

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